ERRARE HUMANUM EST

ERRARE HUMANUM EST

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Spettacoli / Performance / Mostre
</div>

<h2 style=”font-size: 36px; font-weight: 900; color: #111; text-transform: uppercase; margin: 14px 0 4px;”>
Errare Humanum Est
</h2>

<div style=”font-size: 22px; font-weight: bold; margin-top: 6px;”>
Ideazione e regia di Giuseppe Scutellà
</div>

<div style=”font-size: 18px; margin-top: 10px;”>
Compagnia Puntozero Teatro
</div>
</div>

<p style=”font-size: 16px;”>
<strong>“Errare Humanum Est”</strong> è uno spettacolo teatrale e un
progetto di teatro sociale ideato e diretto da
<strong>Giuseppe Scutellà</strong> con la
<a href=”https://www.puntozero.tv/”
style=”color: #111; text-decoration: underline;”><strong>Compagnia Puntozero Teatro</strong></a>,
realizzato insieme ai giovani detenuti dell’<strong>Istituto Penale
per Minorenni Cesare Beccaria di Milano</strong>.
</p>

<h3 style=”font-size: 24px; font-weight: 900; margin-bottom: 12px;”>
Cos’è e di cosa parla
</h3>

<ul style=”font-size: 16px; padding-left: 22px;”>
<li style=”margin-bottom: 12px;”>
<strong>Un ponte tra carcere e società:</strong>
lo spettacolo è un dialogo aperto tra i ragazzi detenuti e il
pubblico, spesso composto da studenti e coetanei.
</li>
<li style=”margin-bottom: 12px;”>
<strong>Temi principali:</strong>
attraverso gag comiche, letture, brani classici di Shakespeare
e Sofocle e musica rap e underground, i ragazzi affrontano
il concetto di errore, reato, pena e giustizia.
</li>
<li style=”margin-bottom: 12px;”>
<strong>Il significato:</strong>
l’opera esplora il disagio e la devianza minorile, dimostrando
che lo sbaglio fa parte della crescita e che il cambiamento
personale è possibile.
</li>
<li style=”margin-bottom: 12px;”>
<strong>Puntozero:</strong>
lo spettacolo è legato all’attività della compagnia all’interno
del Beccaria, il primo teatro in un carcere minorile in Europa
aperto anche all’esterno.
</li>
</ul>

<div style=”background: #fffbea; border-left: 6px solid #ffdc00; padding: 16px 20px; margin: 24px 0;”>
<h3 style=”font-size: 24px; font-weight: 900; margin: 0 0 12px;”>
Il concept e il significato del titolo
</h3>

<p style=”font-size: 16px;”>
Lo spettacolo si sviluppa attorno alla celebre massima latina
per ribaltarne la percezione comune: l’errore non viene visto
come un fallimento definitivo, ma come
<strong>il presupposto fondante del crescere e del vivere</strong>.
</p>

<p style=”font-size: 16px;”>
La citazione chiave che guida la narrazione è tratta
dall’<em>Antigone</em> di Sofocle, attraverso le parole
del profeta Tiresia:
</p>

<blockquote style=”margin: 16px 0; padding: 12px 18px; border-left: 4px solid #111; font-size: 18px; font-style: italic;”>
<p style=”margin: 0;”>
“Tutti gli uomini possono sbagliare. Ma saggio e fortunato è
colui che, dopo aver commesso un errore, sa porvi rimedio
e non resta immobile”.
</p>
</blockquote>

<p style=”font-size: 16px; margin-bottom: 0;”>
Il fulcro dell’opera è dimostrare che la devianza minorile
può essere trasformata in un percorso di
<strong>rinascita e riscatto</strong>.
</p>
</div>

<h3 style=”font-size: 24px; font-weight: 900; margin-bottom: 12px;”>
La struttura e la koinè di linguaggi
</h3>

<p style=”font-size: 16px;”>
Sul piano artistico, la regia di Giuseppe Scutellà crea una vera
e propria <strong>koinè, una fusione di linguaggi espressivi</strong>.
</p>

<h4 style=”font-size: 18px; font-weight: 900; margin: 22px 0 8px;”>
Storie di strada
</h4>
<p style=”font-size: 16px; margin-top: 0;”>
I giovani attori portano in scena frammenti delle proprie vite,
la realtà della Milano urbana, periferica e cosmopolita,
affrontando direttamente il tema del reato, del disagio
e della giustizia.
</p>

<h4 style=”font-size: 18px; font-weight: 900; margin: 22px 0 8px;”>
Contaminazione classica
</h4>
<p style=”font-size: 16px; margin-top: 0;”>
Le vicende personali dei ragazzi vengono introdotte, commentate
o filtrate attraverso la potenza universale dei versi di
<strong>William Shakespeare e Sofocle</strong>.
Il parallelismo tra i drammi classici e la vita reale dimostra
come i conflitti umani e gli errori siano archetipi senza tempo.
</p>

<h4 style=”font-size: 18px; font-weight: 900; margin: 22px 0 8px;”>
Colonna sonora contemporanea
</h4>
<p style=”font-size: 16px; margin-top: 0;”>
La narrazione è scandita da dinamiche coreografiche, ritmi rap,
musica underground e indie. Questa scelta permette ai giovani
di esprimersi secondo i propri codici culturali, creando
un impatto immediato e autentico.
</p>

<div style=”background: #fffbea; border-left: 6px solid #ffdc00; padding: 16px 20px; margin: 24px 0;”>
<h3 style=”font-size: 24px; font-weight: 900; margin: 0 0 12px;”>
La compagnia e il cast
</h3>

<p style=”font-size: 16px;”>
L’opera è prodotta da
<a href=”https://www.puntozero.tv/”
style=”color: #111; text-decoration: underline;”><strong>Puntozero Teatro</strong></a>,
associazione che da trent’anni scardina i confini del sistema detentivo.
</p>

<h4 style=”font-size: 18px; font-weight: 900; margin: 22px 0 8px;”>
Un cast misto
</h4>
<p style=”font-size: 16px; margin-top: 0;”>
Sul palco non ci sono solo i giovani detenuti dell’IPM Cesare
Beccaria, ma anche attori professionisti e giovani della
comunità esterna. Questa convivenza elimina la barriera “noi-loro”.
</p>

<h4 style=”font-size: 18px; font-weight: 900; margin: 22px 0 8px;”>
Lavoro dietro le quinte
</h4>
<p style=”font-size: 16px; margin-bottom: 0;”>
Il progetto non forma solo attori. I ragazzi del Beccaria
lavorano anche come <strong>tecnici delle luci, fonici
e scenografi</strong>, acquisendo competenze professionali
spendibili fuori dal carcere.
</p>
</div>

<h3 style=”font-size: 24px; font-weight: 900; margin-bottom: 12px;”>
L’impatto sociale e il pubblico
</h3>

<p style=”font-size: 16px;”>
Nato originariamente a metà degli anni 2000 e riproposto in
versioni aggiornate, tra cui le celebri edizioni <em>Reloaded</em>
e le repliche storiche al Piccolo Teatro di Milano, lo spettacolo
è strutturato per <strong>parlare ai coetanei</strong>.
</p>

<p style=”font-size: 16px;”>
Le matinée e le serate sono spesso rivolte a studenti delle scuole
superiori e università. Lo spettacolo abbatte i pregiudizi
sull’universo carcerario e agisce come uno strumento di prevenzione
primaria contro il disagio giovanile e la criminalità, mostrando
concretamente che <strong>cambiare strada è possibile</strong>.
</p>

</div>